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23 NOV 2014
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le città non sono fatte di abitazioni, ma di abitanti.

le città non sono fatte di abitazioni, ma di abitanti.
una riflessione sull’Huffingtonpost http://www.huffingtonpost.it/stefano-boeri/citta-fatte-abitazioni-abitanti_b_6204492.html?utm_hp_ref=italy

“Le città non sono fatte di abitazioni, ma di abitanti”, c’è scritto sul sito di DAR-casa, una delle cooperative a proprietà indivisa che hanno meglio operato nell’edilizia sociale a Milano.
Dovremmo scrivercela nel pensiero questa frase.
Le occupazioni, gli inquilini morosi, l’abbandono, gli sgomberi, le porte sprangate…non devono essere gestiti solo come un problema di spazi e vani: da liberare o da riassegnare.
In Italia ci sono più appartamenti che famiglie; e più vani che abitanti.
Ci sono decine di migliaia di appartamenti di Edilizia Residenziale Pubblica vuoti (e altre migliaia occupati abusivamente) e 700mila cittadini in lista di attesa; con la media attuale ci vorrebbero 1000 anni per farli entrare tutti nell’abitazione a cui hanno diritto. In Italia ci sono decine di migliaia di persone (soprattutto giovani) che non rientrano nei parametri ERP ma non riescono ad accedere al mercato libero. E centinaia di migliaia di appartamenti e uffici privati vuoti, perché sfitti e invenduti.
Ma questi paradossi non si risolvono solo con l’efficienza di chi amministra e con la forza legittima degli sgomberi. Non basta, da solo, un piano per gestire meglio la contabilità e le procedure di assegnazione degli ex IACP (oggi Aler); e neppure –bisogna saperlo- è sufficiente una politica di ripristino della legalità che eviti, finalmente, che la fragilità di chi occupa le case ERP annulli i diritti ad abitare dei cittadini in lista di attesa, spesso ancora più fragili.
Serve per la casa lo stesso ribaltamento di paradigma che si è fatto per il lavoro, quando l’attenzione delle politiche pubbliche si è spostata: dal posto di lavoro alla vita di chi lavora.
Quello che serve oggi è una politica per la casa che sposti l’attenzione: dagli spazi da abitare – agli abitanti e alle loro vite.
Serve un intervento coordinato –città per città- che coordini i progetti di recupero e riequilibrio del patrimonio ERP, con il potenziamento dei progetti di Social Housing (che affittano al doppio dell’ERP e alle metà del mercato libero) e con le politiche per reimmettere sul mercato delle abitazioni a basso costo le migliaia di appartamenti e uffici privati vuoti.
E per far questo, servono nelle grandi città Agenzie della Casa che affrontino con una visione integrata il problema dell’abitare.
Coinvolgendo gli enti locali, le banche e il mondo dei piccoli proprietari privati. Agenzie per la Casa con una regia pubblica, che uniscano le politiche sulla casa a quelle sui servizi sociali e sulla cultura. Che orientino ogni intervento secondo una visione integrata dei problemi di quel territorio. E che si affidino per questi alle cooperative e i soggetti del privato sociale; i soli che sanno come intervenire nella vita degli inquilini delle abitazioni popolari; come sostenerli nell’accesso ai servizi di quartiere (asili, centri anziani, ma anche biblioteche di condominio…) e nella ricerca di un lavoro; come accompagnarne le scelte di mobilità; come aiutarli ad uscire dalla morosità o dall’illegalità.
Le città non sono fatte di abitazioni, ma di abitanti.

17 NOV 2014
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alle 21.10 su La 7 -Piazza Pulita- una mia intervista sulle politiche per la Casa

stasera a #Piazzapulita dalle 21.10 su La 7 una mia intervista sulle politiche per la Casa e l’edilizia sociale in Italia.

Povera Patria – Questa sera 21.10
Chi ha trasformato le periferie in ghetti nelle mani di delinquenti e di razzisti?
Chi ha reso l’Italia un pantano dove annegano cittadini e imprese?
Ma soprattutto, il governo Renzi ha risorse e visione politica sufficienti per salvare l’Italia dal degrado?
POVERA PATRIA è il titolo della decima puntata di #Piazzapulita, in onda lunedì 17 novembre in diretta dalle 21:10 su La7.
Ospiti di Corrado Formigli: Ernesto Galli della Loggia (editorialista Corriere della Sera), Oliviero Toscani (fotografo), Pietrangelo Buttafuoco (scrittore), Vittorio Sgarbi (storico dell’arte), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), Andrea Romano (Partito Democratico) e Luca Casarini (blogger).

16 NOV 2014
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Bosco Verticale sulla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung

published today, on the Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung

16 NOV 2014
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il Bosco Verticale su La Lettura

Oggi sulla Lettura del Corriere della Sera. Grazie!
E mercoledì 19 novembre sapremo se il Bosco Verticale sarà scelto dal Museo dell’Architettura di Francoforte come l’edificio alto più innovativo e bello del mondo (Premio Highrise Award). Teniamo le dita incrociate.
Per leggere l’intero articolo http://goo.gl/2ph0En

12 NOV 2014
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Bookcity riparte

#BCM14
Domani a Milano riparte #Bookcity (#BCM14)
Lanciato nell’autunno del 2012 insieme agli editori milanesi e alle loro Fondazioni, #Bookcity è l’idea di una grande manifestazione di lettura popolare.
Non un Festival del libro, non una Fiera o un Salone, ma un’intera città che per 4 giorni si trasforma in una grande piattaforma di lettura. Lettura individuale, di gruppo, recita, dialogo, scrittura, carteggio…#Bookcity è la messa in scena dell’incanto che la lettura produce e dell’immaginario che sprigiona. Ma anche della potenza diffusa che il lavoro sulla lettura e sulla scrittura può ancora generare: editori, librai, bibliotecari, presidi, insegnanti, ricercatori, giornalisti, scrittori, autori di testi per il teatro o il cinema, bloggers; un mondo di soggetti grandi e piccoli, rappresentativi di istituzioni o indipendenti, privati o pubblici, che per 4 giorni occupa la scena di un’intera città. E che si racconta.
Questa mattina a Firenze, al convegno #ICOMOS (International Council on Monuments and Sites), parlaerò di Bookcity come esempio di una politica che interpreta la Cultura come Capitale Sociale. Di Cultura come una linfa vitale che le città europee sanno sprigionare dal basso – e che la Politica deve saper mappare e valorizzare. Questa è #BookCity.

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